24/03: Giornata per i Martiri Missionari

gHO6Jo1_250.jpgNon basta rinnovare i metodi pastorali, né organizzare e coordinare meglio le forze ecclesiali, né esplorare con maggiore certezza le basi bibliche e teologiche della fede: occorre suscitare un “nuovo ardore di santità” fra i missionari e in tutta la comunità cristiana” (Redemptoris Missio). La giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, nata dall’esperienza del cammino missionario dei giovani, è celebrata ogni anno il 24 marzo. “Ricordare e pregare per questi nostri fratelli e sorelle – vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici – caduti mentre svolgevano il loro servizio missionario è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore” (Benedetto XVI). La preghiera e il digiuno, sono due gesti per unirsi alla schiera dei missionari martiri, ai popoli per cui essi hanno versato il proprio sangue e alle donne e agli uomini, missionarie e missionari del Vangelo e dell’amore di Dio, che vivono ancora oggi discriminazione e persecuzione.

Il 24 Marzo è il giorno dell’anniversario dell’uccisione di mons. Oscar Arnulfo Romero (1980), arcivescovo di San Salvador. Egli non fu un martire che cercava la morte violenta, ma l’accettò, non sfuggendo al suo destino. Non fu un esaltato, ma un profeta; aprì gli occhi sulla realtà che lo circondava e fece vivere la Chiesa al fianco di chi aveva bisogno, di chi lottava per affrancarsi da repressioni, sfruttamenti (per informazioni su mons. Romero: http://www.mgm.operemissionarie.it/romero/)

L’amore dei missionari martiri per i valori evangelici di giustizia, pace, libertà, fratellanza, ci fa ripensare alla nostra vita, al nostro essere cristiani, alla coerenza delle nostre scelte: le missionarie e i missionari uccisi (cfr. http://www.fides.org/ita/martirologio/liste/) stimolano a vivere il Vangelo seriamente e integralmente dando la nostra bella testimonianza nell’ambiente in cui viviamo e operiamo. Fare memoria dei martiri è acquisire una capacità interiore di interpretare la storia oltre la semplice conoscenza. Pensiamo che dietro a ogni missionario martire o ucciso o rapito o perseguitato vi sono le sofferenze costanti delle loro comunità, la precarietà della vita quotidiana, le minacce a molti umili testimoni del Vangelo, specialmente laici e laiche, che non godono di mobilitazione di folle e di giornali e la cui difesa è spesso affidata alla sola voce di missionari e missionarie che condividono ogni piega di quelle situazioni, motivati solo dalla forza dell’amore. Il martire è infatti la punta di diamante di situazioni di difficile lettura. Il quotidiano martirio di numerosi cristiani, sacerdoti, religiosi, religiose, catechisti, dovrebbe aiutarci a superare la soglia della semplice informazione o il ruolo di spettatori distratti. I missionari uccisi per causa del Vangelo ci ricordano che non è più tempo per attese vuote e incoscienti.

La preghiera e il digiuno, nella tradizione cristiana, sono opere di amore e di comunione con Dio e con la Chiesa e viverle in occasione di questa giornata significa pregare Dio affinché sostenga le missionarie, i missionari e le comunità cristiane che vivono ancora oggi discriminazione e persecuzioni.

(da http://www.mgm.operemissionarie.it/volti_speranza.php)

24/03: Giornata per i Martiri Missionariultima modifica: 2011-03-22T09:02:00+01:00da padreframarco
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