Cu ama Dio campa felice!

Riporto l’articolo di Padre Domenico Spatola apparso sull’ultimo numero del giornalino parrocchiale.

i fratelli.jpgE’ il decano dei Frati cappuccini di Palermo. Padre Luigi da Caccamo, al secolo Antonino Anello classe 1913, il 3 novembre prossimo raggiunge per l’anagrafe la veneranda età dei cento anni. Un intero secolo e  senza particolari segni di invecchiamento. Mantiene  infatti lucido il cervello e arguti gli occhi, vispi e indagatori. Asciutto nell’aspetto, è sempre attivo e innamorato di San Francesco e delle Tradizioni cappuccine.

Padre  Luigi  è per  tutti noi una istituzione, perché, fin da bambini, abbiamo imparato a conoscerlo e a stimarlo per la semplicità schietta e appassionata. Ha lavorato per invogliare alla vocazione cappuccina,  additando ai giovani un futuro di impegno e di gioia nella“vigna del Signore”. Ma all’invito ha fatto sempre precedere la sua testimonianza fatta di preghiera e di carità.

“Lo stile è l’uomo”, affermava saggiamente qualcuno. Quello di padre Anello fu unico e magari, per la immediatezza, avrà potuto far dissentire qualche meticoloso cultore delle scienze sociologiche. Padre Luigi ha mirato alla concretezza, andando diritto alla persuasione per coinvolgere alla vita cappuccina, che aveva reso felice lui, quanti voleva fare partecipi della stessa felicità, offrendo senza enfasi la propria esperienza di “frate del popolo”.

Nei numerosi conventi cappuccini della Provincia religiosa di Palermo, dove padre Luigi ha prestato efficace servizio sacerdotale, predicando e riconciliando nel sacramento della Penitenza quanti ricorrevano al suo conforto, ha sempre lasciato nei fedeli un ricordo immediato e inconfondibile del suo amore e della sua attenzione per i poveri e gli ammalati.

Ha parlato il linguaggio della semplicità dei piccoli secondo il Vangelo. Qualche rudezza, ascrivibile anche alle sue origini contadine, fu solo espressione di essenzialità e schiettezza dei comportamenti irresistibili a un sorriso di benevolenza e di compiacimento, e, in questo modello, ha fatto rivivere quello dei primordi del Francescanesimo e della stessa Riforma Cappuccina, trasformando  in icona di vita austera, e perciò profondamente  umana,  la vita delle Comunità cappuccine nelle quali ha vissuto la dimensione della famiglia. L’attaccamento  fervido  all’abito cappuccino, a testimonianza senza pari, è stato il suo mantra e ideale predicato ai più giovani spesso recalcitranti. Il suo amore alla Regola di san Francesco e alla sua osservanza soprattutto in tema di povertà, è parsa, a qualcuno più illanguidito nel fervore, esagerata. La “vicenda” di padre Luigi è comprensibile esclusivamente da angolature dello spirito, raccontata però con l’innocenza del bambino, e  perciò  dalla  scaltrezza  del  vivere  di  oggi, più ammirata che imitata. In questi giorni di preparativi alla ricorrenza, voluta a gratitudine, da parenti e dai Fraticappuccini, anche l’intera Comunità caccamese, intende ringraziare il Signore per il Compaesano illustre e per benefici a Lui concessi e, per  suo tramite, ai tantissimi che hanno ricevuto da lui conforto nei tanti anni di prezioso apostolato sacerdotale e cappuccino.

L’occasione del genetliaco offre agli estimatori e amici di cogliere anche il senso della sua esperienza di “Testimone” di un secolo notoriamente segnato da infinite contraddizioni insieme a conquiste concentrate, che millenni di Storia dell’Umanità non hanno conosciuto in precedenza.

Grazie a padre Luigi, sacerdote dell’autenticità e della memoria, perché il suo messaggio consegnato alle generazioni più giovani è carico di vitalità e di speranza, trasudante umanità.

 Ad multos annos!

Padre Domenico Spatola

Cu ama Dio campa felice!ultima modifica: 2013-11-01T13:30:13+01:00da padreframarco
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