Cent’anni di gratitudine

p.luigiCon grande gioia la provincia religiosa dei cappuccini di Palermo ha ricordato un evento, non troppo frequente nella sua storia, e cioè il singolare compleanno di un confratello, il padre LUIGI ANELLO che, nel suo patrio convento, ha raggiunto il fatidico traguardo dei cento anni. […] La caratteristica principale della lunga vita del padre Luigi è stata bene individuata dal ministro provinciale, fra Enzo Marchese, che nel comunicare ai confratelli della provincia la lieta ricorrenza, ha scritto: “Auguri di cuore a questo apostolo delle vocazioni. Amante della vita cappuccina, ha speso e continua a spendere le sue migliori energie per il bene dell’Ordine e per l’annunzio della Parola di Dio con semplicità e passione”. Quello delle vocazioni si può a pieno titolo considerare il pensiero costante del padre Luigi, anche in questi ultimi anni di crisi in cui, secondo il suo parere, non si fa abbastanza per osare nell’avanzare la proposta “vocazionale” ai giovani. Tutti coloro che hanno avuto modo di avvicinare padre Luigi concordano nel vedere in lui un innamorato della sua vita cappuccina e sacerdotale, saldamente ancorato alla tradizione, vissuta con grande semplicità e senza particolari conflitti con le res novae verificatesi nel corso degli anni nella società, nella Chiesa e nell’Ordine cappuccino. Anche alcune sue espressioni, tipiche ed emblematiche, pronunciate con un immancabile sorrisetto di fanciullo, “Chi ama Dio campa felice”, “ Dio è grande, buono e misericordioso”, “Tre sono le rovine dell’uomo: i diavoli, le femmine e le capre”, confermano le convinzioni, minime ma essenziali, sulle quali padre Luigi ha costruito la sua vita spirituale e ha cercato di trasmetterla ai destinatari della sua catechesi e del suo assiduo e richiesto ministero del confessionale. Parafrasando il noto titolo di un romanzo di Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine, possiamo dire davvero che quelli di padre Luigi sono stati, a pieno titolo, cent’anni di gratitudine, un rosario ininterrotto di umili eventi nelle retrovie della Chiesa, fedele alla gioiosa ed intransigente povertà francescana, mai protagonista ma sempre frate del popolo impegnato a spezzare e a condividere con i fratelli, “per lunghi giorni” (Sl 23, 6), il pane della fede e della speranza. (Tratto da: fr. GIOAVANNI SPAGNOLO, Cent’anni di Gratitudine)

Cent’anni di gratitudineultima modifica: 2014-07-30T17:21:04+02:00da padreframarco
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